Il fu ghiacciaio della Ciamarella

Sulle carte escursionistiche, sui programmi del Cai, tra le parole delle comitive di alpinisti, sui giornali si parla di “ghiacciai” quando in verità molti di questi, sulle Alpi piemontesi, sono diventati – purtroppo – “glacionevati” o più precisamente “fossili climatici” (G. Baccolo, 2020). I cambiamenti climatici sono rapidissimi e di conseguenza trasformano gli ambienti delle Alpi: quello che avveniva in centinaia di migliaia di anni, ora lo possiamo osservare nel giro di pochi decenni. Eppure tutto questo non ci scuote minimamente e continuiamo imperterriti a scaricare in atmosfera i gas serra che sono la principale causa di questa mostruosità.

Glacionevato della Ciamarella (alta Val d’Ala – Valli di Lanzo – Alpi Graie – Piemonte), 31/07/2022. Video di Ivano Ravicchio durante l’escursione all’Uja di Ciamarella (3676 m) del Cai di Lanzo Torinese.

Ghiacciaio è ogni massa di neve o ghiaccio, in cui si distinguono una parte su cui ogni anno si accumula più neve di quella che può sciogliersi (zona di alimento, bacino collettore, nevato, vedretta), ed un’altra, complessivamente più bassa della prima, su cui si può sciogliere più neve di quanta se ne accumula (parte ablatrice, corpo di discesa).

Bruno Castiglioni, 1925 (citazione tratta da questo libro).

Ghiacciaio di Pré de Bar (Valle d’Aosta). Immagine tratta dal Catasto Ghiacciai della Regione Valle d’Aosta (http://catastoghiacciai.regione.vda.it/). Tratto da Arpa Piemonte.

Solo un ghiacciaio dotato di flusso di ghiaccio dall’alto al basso può soddisfare questa elegante definizione. Identificare un caso che non la soddisfi porterebbe inevitabilmente a un assurdo, ovvero a un ipotetico ghiacciaio incapace di mantenere un equilibrio di massa tra la parte superiore e inferiore dell’apparato. Inutile ricordare che la definizione non è adeguata a quei ghiacciai che oggi non sono in equilibrio con il clima attuale e sono destinati all’estinzione. Per questi apparati bisognerebbe forse parlare di fossili climatici più che di ghiacciai.

Tratto dal libro Piccoli ghiacciai alpini. Sulle tracce di Bruno Castiglioni tra le Pale di San Martino di Giovanni Baccolo. Cierre Edizioni, 2020.

29 luglio 2007. Ghiacciaio della Ciaramella ancora parzialmente ricoperto di neve sebbene l’inverno 2006 – 2007 fu rilevato come il più mite dall’inizio delle misure meteorologiche, praticamente su tutto il Nord-Ovest italiano. Fonte: SMI-Nimbus.

Un pensiero su “Il fu ghiacciaio della Ciamarella

  1. Anonimo

    I ramponi alla Ciamarella puoi portarli giusto per fare allenamento con lo zaino un po’ pesante…
    È peggio dell’altro anno, io ero salito con le scarpe da ginnastica stando tutto a dx…

    Luca Enrico

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