Al chiar di Luna

Pian della Mussa è riconosciuto come uno dei pianori più belli dell’intero arco alpino. Se ci aggiungiamo anche una Luna piena fantastica, la più luminosa di tutto l’anno 2010, per la sua particolare posizione rispetto alla Terra, il villaggio di Balme, una buona compagnia e l’ospitalità dell’Antico Albergo Camussot, ecco che un sabato qualunque, si può trasformare in un sabato davvero eccezionale.

Era da molto tempo che desideravo fare un’escursione con la Luna piena. Abbiamo colto l’occasione grazie al programma di uscite che lichene1 (http://andreamantelli.blogspot.com/) propone con le racchette da neve nelle Valli di Lanzo. Neanche le poco invitanti previsioni meteo di Nimbus sono riuscite a scoraggiarci. Eccole nel bollettino emesso venerdì scorso:

“Da sabato prevarranno venti settentrionali più asciutti favorevoli a belle schiarite, ma daranno il via a una nuova intensa irruzione di aria polare che manterrà temperature gelide in montagna nel fine settimana con punte di -20 gradi dai 2000 m e da domenica si riaccentueranno le gelate notturne anche in pianura”.  CamussotCi ritroviamo al Camussot, e dopo aver attrezzato a puntino tutti i quaranta ed oltre partecipanti, partiamo alle 18:30 circa verso il Piano della Mussa. Il vento secco da nord-ovest, che nel pomeriggio faceva sentire il suo ruggito, sembra stia scemando. Oltrepassiamo la nuovissima pista di pattinaggio su ghiaccio e dopo pochi minuti siamo illuminati quasi a giorno dal nostro splendido satellite.

Il freddo si fa sentire. Ogni tanto siamo sferzati dalle raffiche di aria polare. Lasciamo alla nostra sinistra Bogone mentre la Luna ci inonda con il suo splendido chiarore.

Scatto alcune foto con il flash ma presto mi rendo conto che non dicono nulla. Non riescono a far comprendere la magia di luce che ci circonda, grazie anche al riverbero provocato dalla neve e all’aria secca pulita dal vento. Non abbiamo assolutamente bisogno di usare le lampade frontali, a parte quando qualcuno di noi ha la necessità di stringersi meglio le racchette da neve. Provo a disattivare il flash, impugno con decisone la macchina fotografica ma so che non potrò evitare qualche lieve oscillazione delle mie mani. Ogni tanto mi appoggio su qualche spalla degli escursionisti, soprattutto quella di serpillo, per evitare il più possibile il mosso.

In queste condizioni di luce naturale, è quasi immediato pensare a tutto quello spreco di luce artificiale che viene perpetuato ormai da decenni nelle nostre città. Tra l’altro, l’inquinamento luminoso è così invadente che non ci possiamo più permettere di alzare la testa ed osservare le stelle.

Mi viene in mente un bellissimo articolo di Guido Ceronetti, pubblicato sul quotidiano La Stampa, in cui riporta queste parole del fisico Luigi Sertorio:

Da bambino, la notte, Torino era buia e guardavo dalla finestra le stelle e le Alpi lontane. Ora dalla casa in collina guardo laggiù Torino tutta illuminata di lampadine, ci saranno molti megawatt di fotoni spediti nel cosmo, e non mi danno nessun senso di benessere“.

Adesso per stare un po’ con il nostro pianeta, con la sua naturalezza, così appagante, non solo per i nostri occhi, ma anche per la nostra anima, dobbiamo scappare dalle megalopoli e raggiungere questi luoghi, come le aree alpine, che questa sera noi percorriamo immersi nel bianco riverbero lunare. Con le ombre dell’oscurità e i turbinii del vento.

Volgo lo sguardo lassù, verso le creste e i contrafforti montuosi, e nubi di neve fanno da specchio alle onde lunari. E’ un gioco indescrivibile di sfumature di luce, gocce di poesia che sovrastano il nostro lento incedere.

Non riesco purtroppo a catturare con la fotocamera digitale questi scenari mozzafiato. Mi è impossibile usare lo zoom. Ci vorrebbe un cavalletto. Mi accontento delle foto che potete ammirare in questo spazio dove addirittura qualche stella rimane impressa nei file digitali.

Laggiù le luci di Balme ci ricordano la nostra civiltà, così minima in questa Valle. Poche luci che non ci disturbano ma, anzi, ci rassicurano in quest’ambiente così insolito e inospitale.

Proseguiamo e raggiungiamo senza problemi il Piano: alla nostra sinistra le luci dell’Agriturismo “La Masinà” ci confortano in questo ambiente glaciale.

Il vento aumenta di intensità ed è più penetrante. Indosso un paio di guantini, piuttosto sottili, che però mi permettono di continuare a scattare le foto. Ogni tanto ci fermiamo per ricompattare il gruppo. Qualcuno mangia un po’ di cioccolata, altri bevono una tazza di tè bollente.

Ecco il Piano tutto immacolato. La fotocamera punta laggiù, verso l’Uja di Bessanese tormentata dai venti occidentali. Ma è straordinaria la visbilità con questo chiarore. Come vorrei rivivere la mia città così, come quando da bambino, sul balcone di casa, tentavo improbabili osservazioni della volta celeste. Eppure fino ancora a qualche decennio fa si riusciva anche a Torino a godere di un po’ di oscurità e di brillantezza delle stelle. Oggi non è più così: alle luci prepotenti si è aggiunto lo spesso strato di porcheria che avvelena la nostra aria.

Scrive Margherita Hack su questo articolo pubblicato su “La Stampa”:

Ci vorrebbe una legge nazionale che obbligasse i comuni a installare lampioni che proiettano la luce solo verso il basso, senza fendere il cielo. La luce diretta verso l’alto è uno spreco di soldi e di energia”. Qualcosa ancora si vede, pero’.. “La Via Lattea no, ad esempio. Restano giusto una decina di stelle tra le quali Sirio, la piu’ luminosa, vicino alle Pleiadi, e Vega, allo zenit d’estate”.

Una decina di stelle visibili… Il nostro cervello, mano a mano che la nostra civiltà progredisce – dove? -, rinuncia progressivamente agli spazi naturali che lo hanno plasmato nel corso della sua evoluzione: al loro posto la nostra mente è nutrita dalle carnevalate tecnologiche che, invece di infonderci fiducia e sicurezza per il futuro, ci lasciano smarriti e avviliti di fronte all’eterno momento del presente.

Souleidao controlla il termometro che tiene sempre con sé, appeso al suo zaino.

 

Il termometro segna -10° ma con l’effetto di raffreddamento del vento (Windchill), stiamo percependo come minimo 20 gradi sottozero soprattutto durante le forti raffiche che scendono dalle creste di confine.

Dopo una divagazione nel bosco,  ci fermiamo alla Cappella dedicata alla Madonna del Carmine. Proseguire adesso significherebbe ritrovarci sempre più tormentati dalla bufera. Siamo molto contenti di essere arrivati fin qui, tutti insieme.

Lichene1 ogni tanto ci racconta qualche aspetto notevole e particolare di questi ambienti bellissimi. Sarà poi molto apprezzato quando ci indicherà la strada verso il Camussot dove termineremo una serata molto remunerativa recuperando le energie spese nella nostra escursione.

Grazie lichene1 per averci guidato in questa entusiasmante uscita in notturna in compagnia della Luna.


Gruppo astrofili E.E. BarnardParlando di inquinamento luminoso,  vi segnalo che il 12 febbraio prossimo, in occasione della sesta giornata del risparmio energetico – M’illumino di meno , il Gruppo Astrofili E. E. Barnard, di cui ometto83 fa parte attivamente, proporrà una serata di osservazione astronomica nel Comune di Balangero. In tale occasione il Comune spegnerà l’illuminazione pubblica per garantire una migliore visione del cielo.

Ecco la locandina della manifestazione.

Beppeley

16 Responses to Al chiar di Luna

  1. gpcastellano says:

    Come sempre ricco di spunti di riflessione il tuo post. Sempre più spesso di dimentichiamo di guardare verso l’alto… anche perché sempre di più siamo abbagliati da luci artificiali e prepotenti. va bene illuminare strade buie e malsicure, ma c’è modo e modo per farlo. e poi, quelle luci non schermate accese giorno e notte nelle case, nelle vie, in mezzo alle campagne…
    I mezzi per limitare l’inquinamento luminoso ci sarebbero, ed anche le leggi giuste Poi le stesse amministrazioni escono con le sparate di voler illuminare il Monviso o il Monte Rosa, e allora si capisce che il sonno della ragione durerà ancora a lungo.

    Bello il racconto, ottimi gli spunti. Appena ho tempo metto giù un post sulla gita di ieri al ciarm del prete, in totale solitudine in un vallone che conoscevo ben poco. Ci sarà anche qualche foto dell’alpe bianca, so che apprezzi… 😉

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  2. serpillo says:

    Ed anche questa volta non ci siamo trasformati in lupi mannari 😉

    Grazie a tutti per l’attraente serata in buona compagnia e siate “sensibili” al risparmio energetico.

    Serpillo

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  3. blacksheep77 says:

    da tempo non faccio più una notturna, ma spesso mi trovo all’aperto con la luna, nelle ultime fasi di pascolamento della giornata…

    qui in val chisone sono celebri le gite al rifugio selleries, con le cene della luna, smaltimento di parte della cena sulla via del ritorno, per chi ritorna a valle!

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  4. ometto83 says:

    Bravi bocia,
    dev’essere stato un vero spettacolo….difficile descriverlo, ma chi c’è stato già non farà fatica a riviverlo…
    Per la serata del 12 Febbraio mi hai battuto sul tempo! Accidenti! 🙂

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  5. fenneck says:

    Io ho avuto la possibilità di fare solo due notturne ed è stata un’esperienza magnifica…. Spero veramente di avere altre opportunità per rivivere le emozioni che ho provato quella volta!
    Un saluto a tutti
    Annalisa

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  6. marcopolacco says:

    Funziona la tabella del windchil? No perche’ da mercoledi a domenica prevedono temperature sotto i -30 con vento fino a 60 km/h…. Mi sa che domani riempio il sottoscala di legna…
    A parte scherzi, qui quando sono le 22.30 spengono meta’ dei lampioni, e dopo la mezzanotte abbassano la luminosita’.. solo per economia, si intende, pero’ e’ un sistema furbo..
    Quando capita di scendere in cascina la notte, di solito in bici, mi piace fermarmi a contemplare l’infinito. Poi quassu’ dopo 4 case e’ campagna, e stai bene.. 

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  7. Beppeley says:

    @gpcastellano: grazie amico mio, mi inchino sempre quando leggo i tuoi commenti. Mi è piaciuto molto che hai ricordato l’idea malsana di voler illuminarre il Monviso.
    Certo che apprezzo! Tra l’altro non sono mai andato sul Ciarm del Prete e sono molto contento di leggere il tuo resoconto e di vedere le foto (che saranno sicuramente meravigliose).

    A proposito di resoconti… non sono ancora riuscito a dirti che avevo letto ed apprezzato molto il tuo racconto su Ordagna. Davvero molto bello! Cosa aspetti a mettrlo su blog? Se vuoi ti giro delle foto… ma forse è meglio incontrarsi affinché tu possa fare la scelta. Fammi sapere!

    @blacksheep77: e allora perché no fai delle foto di notte (senza flash!). Basta che ti procuri un cavalletto e disattivi il flash della tua fotocamera… Avresti un’occasione per farci vedere qualcosa di insolito, no?

    @ometto83: faresti una cosa gradita a tutti se ti metti a postare sulla vostra interessantissima iniziativa! Magari con qualche bella foto delle vostre osservazioni.

    @fenneck: sì, sì, le notturne… so io che notturne fate tu e ometto83… altro che Luna…Ometto! Ma che ci fai a fenneck?!

    @marcopolacco: felice di ritrovarti da queste parti…

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  8. blacksheep77 says:

    @marcopolacco: in bici verso la stalla anche con questo gelo????? bhè, almeno non ti gela la benzina annacquata, come invece ti è successo alla panda!
    @beppeley: l’ultima foto del post di ieri è notturna senza flash… eh, chi si porta anche il cavalletto al seguito, mentre sei al pascolo? già questa macchina fotografica più ingombrante a volte è un fastidio, ma visto i risultati…

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  9. utente anonimo says:

    @ gp castellano: condivido il tuo pensiero, ma ti informo che idee malsane del genere cui tu ti riferisci si sono già verificate, comq quando nel 1965 il Cervino è stato illuminato a giorno nell’anniversario della prima salita…
    Come vorrei che non accdesse più….

    @beppely: sempre pronto e sensibile su ogni pezzo, anche gli esperimenti digitali al buio sono encomiabili, alcune immagini sembrano quasi dagherrotipi dell’alba della Fotogtrafia, con quella grana inconfondibile, solo che lì c’era albumina e alogenuri d’argento, qui c’è tecnologia e pixel.
    Un cavalletto professionale e neanche pesante C’E’, basta solo ricordarsene.
    Il tuo modo di narrare ogni emeozione che vivi/viamo mi emoziona ogni volta, per l’energia della tua passione che traspare forte, intensa e quasi muscolare. Non dimentichiamoci che il cuore è un muscolo, anche…

    @ometto83: ci sei mancato, cip. Avendo già vissuto l’esperienza con te in Francia anni fa, pensa qunate cose sulle stelle ci avresti potuto raccontare senza mai farci staccare il naso da quel blu gelido di sabato. Semplicemente ammaliandoci e trasportandoci in un’altra dimensione.
    Va bene Balangero, ma lassù, al piano, vuoi mettere???

    @serpillo: è stata un’emozione, come entrare in un favola, esservi in perfetta 3D con tanto di nostri sensi veri e all’erta. Ci siamo trovati in una dimensione severa, non solo per il gelo, ma di estrema bellezza…quella vera. La bellezza è tale anche quando a tratti può risultare spaventosa, perchè segue il proprio naturale corso…

    @ tutti: parafrasando una frase di Dostoevskij, vorrei terminare dicendo che "la bellezza salverà il mondo".
    Ma "questa" bellezza, ragazzi, la sola bellezza data da questa natura aspro-dolce ed a volte anche matrigna (Leopardi) che ci circonda, ci attraversa, ci parla e ci premonisce continuamente…Ma ci ama. Amiamola e rispettiamola di più, perchè anche una ciaspolata notturna non sia un episodio (magari un pò di moda, per qualcuno), ma uno spunto per farne altre e ancora…
    E ricordiamoci che ad andare in giro con la testa e prestando attenzione ad i segni intorno a noi, soprattutto in questa stagione, la montagna non sarà mai "assassina". Perchè la montagna non è mai tale a prescindere.

    Souleiado

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  10. utente anonimo says:

    Fantastico……
    Sono non voi con col pensiero, e non fatico a immaginare lo spettacolo che avete assistito…..

    Un abbraccio a tutti!

    Piero

    ROK64

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  11. utente anonimo says:

    … Con voi….

    Piero

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  12. marcopolacco says:

    @blacksheep: sempre in prima linea.. benzina con ghiaccio o no, si deve andare..

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  13. gpcastellano says:

    @souleiado: dici bene, il cuore è (anche) un muscolo, pertanto va allenato, accudito, educato alla bellezza. E non solo: consapevolezza, consapevolezza.. è il rimprovero che mi faccio quando agisco con il pilota automatico, e mi accorgo solo all’ultimo della luna enorme che stamattina faceva marameo dietro lo chaberton…

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  14. Beppeley says:

    @Souleiado: chapeau!

    Grazie dei bellissimi complimenti che mi confortano non poco e mi spronano a continuare così… insieme a te…insieme a tutti voi… per percorrere le nostre montagne uniche, patrimonio incompreso di tutta l’umanità (non solo Dolomiti…)

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  15. lichene1 says:

    Le escursioni notturne, soprattutto sulla neve, sono un’esperienza che amo ripetere da parecchi anni (ne sa qualcosa il mio amico Chapeau) e che ogni volta lasciano qualcosa nell’anima. Quando gli occhi iniziano ad essere in difficoltà (ricordiamoci che sono un senso sovrautilizzato nella società delle immagini) in principio ci sentiamo un po’ spersi poi, piano piano, il nostro corpo si adatta alla nuova situazione e scopriamo di poter "sentire" quello che abbiamo intorno in altri modi per noi inusuali. Ci ritroviamo ad esempio a valutare le asperità del terreno con i piedi, ad ascoltare i più piccoli rumori che possano darci qualche informazione in più sull’ambiente che ci circonda e persino l’olfatto riesce ogni tanto a stupirci. Dopo una decina di minuti anche i nostri occhi si sono abituati al buio e noi ricominciamo a vedere.

    Sabato la una piena ha dato un tocco di magia in più. Quando siamo partiti era ancora bassa, quasi adagiata sul fondovalle verso Ala di Stura, poi sempre più alta a lasciare ombre nitide sulla superficie candida della neve.

    Anche quando faccio le notturne sulla collina Torinese non uso la frontale, ma in questo caso la motivazione è la presenza dell’inquinamento luminoso della città, incredibilmente forte nelle sere nuvolose. L’unico commento che mi riesce è: "quanto spreco!"

    Spero di condividere con tutti voi ancora delle belle serate come quella di sabato.
    Andrea

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  16. Beppeley says:

    […] E l’alta montagna? «Beh, siamo solo agli inizi delle nostre rilevazioni. Però spesso sulle Alpi il cielo risente della luminosità della pianura padana. Sembra assurdo ma è così: l’eco delle luci di città come Milano e Torino può arrivare a sporcare l’atmosfera fino a 3/4000 metri. Questa luce si diffonde nell’atmosfera nascondendo la possibilità di vedere tantissime stelle. E’ questo il vero danno dell’inquinamento luminoso: si illumina e si disperde verso l’alto, quando invece bisogna illuminare verso il basso e si risparmierebbe anche nella bolletta. Il problema non è usare meno luce, ma usarla meglio». […]

    Leggete tutto l’articolo interessantissimo sui cacciatori del buio

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