Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

V20090814 013enerdì 14 agosto siamo stati gentilmente convocati, su nostra richiesta, dal Sindaco del Comune di  Chialamberto, geom. Giuseppe Drò, che ha accettato con molta disponibilità e cortesia di prendere in consegna gli atti dell’importante convegno intitolato “ENERGIA DALL’ACQUA IN MONTAGNA: COSTI E BENEFICI” che si è tenuto a Solaro, vicino a Milano, il 13 giugno 2009 organizzato dalla TAM (Commissione per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI).

Ricordo che in Val Grande di Lanzo è in fase avanzata un progetto di captazione dell’acqua del Rio Vassola e del Rio Paglia per produrre energia elettrica. Il territorio  in cui si dovrebbe costruire l’impianto idoroelettrico è sicuramente uno dei più belli di tutte le Valli di Lanzo. Chi ama la montagna e i suoi abitanti, non può esimersi dal tutelarla partendo soprattutto dalla conoscenza e dalla cultura. In questo caso è l’acqua nel mirino di vari interessi privati e pubblici. Noi cittadini abbiamo il dovere, aiutati dalle istituzioni, di prendere atto dell’imporatante e pericolosa corsa all’oro bianco delle nostre Alpi (leggete gli atti del Convegno indicati in questo post). L’unica via per decidere in merito a qualcosa di così importante come il nostro territorio, di cui, non dimentichiamoci, ne siamo responsabili nei confronti delle future generazioni, è quello di affidarci alla conoscenza,cibo per la nostra mente. Conoscere è anche e soprattutto un atto di amore.

200906140017Per coloro che non conoscono ancora l’ambiente meraviglioso del territorio circostante la frazione Vonzo del Comune di Chialamberto, ecco qui l’invito a leggere i vari post che ho scritto, con i vari ed importanti commenti, sul Piano di Vassola (cliccando sul link precedente si aprirà un’altra pagina internet con i vari scritti in ordinati cronologicamente cominciando dal più recente).

Ecco gli Atti del Convegno che si possono scaricare sul sito del Club Alpino Italiano  (http://www.cai.it/index.php?id=953&L=0):

Comune di Chialamberto1. Dario Marchesi – Legislazione e normativa di attuazione;

2. Carlo Brambilla – Aspetti energetici;

3. Marco Vitale 1 – Implicazioni economiche sociali e ambientali delle captazioni e gestione di acque per usi idroelettrici – il caso Valtellina;

3. Marco Vitale 2 – Tabelle Allegate;

4. Marcella Macaluso – Convenzione delle Alpi e gestione delle risorse idriche;

5. Emilio Molinari – Per un governo pubblico dell’acqua;

6. Gastone Ciapessoni Comitato Acque Comasche – Degrado ambientale attribuibile alle captazioni idroelettriche sui torrenti comaschi;

7. Marika Zanotti – Le derivazioni idroelettriche in Regione Lombardia;

8. Roberto Serra – Effetti delle dighe e delle opere di captazione sui corpi fluviali di valle;

9. Maria Pia Turbi – Le centrali idroelettriche degli acquedotti di Genova;

10. Alterach – ERSE – Strumenti per una valutazione del potenziale idroelettrico;

– CRTAM Campania – CAI Napoli – La diga Sabetta nel Cilento;

– CRTAM Emilia – La situazione in Emilia Romagna;

– CRTAM Lombardia – La situazione in Lombardia;

– CRTAM Piemonte – La situazione in Provincia di Cuneo;

– CRTAM Veneto – La situazione in Veneto;

– CRTAM Toscana – presentazione   video;

– video L’oro di Montedoglio;

– Conclusioni di Luigi Gaido.


“Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima. Fiume, mare, lago, stagno, ghiaccio dolce, salata, salmastra, piacere e paura, nemica e amica, confine e infinito, principio e fine”. (Eraclito, filosofo greco -V secolo a.C.)

“La visione rappresentata dall’ideale utilitaristico ed economico – si potrebbe dire quasi finanziario – come l’unico, rispettabile proposito della comunità nel suo complesso è la più orrida eresia, forse, che abbia mai raggiunto l’orecchio di un popolo civile. (John Maynard Keynes, economista, 1936)

20090814 015Noi speriamo vivamente che il Sindaco Giuseppe Drò, che ringraziamo sentitamente per la sua disponibilità ad accoglierci presso la sede del suo Comune, possa decidere il futuro del territorio del Piano di Vassola e di Vonzo con scienza e coscienza.

Beppeley

15 Responses to Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

  1. ometto83 says:

    Grazie Beppe, per il post e per la significativa opera di divulgazione ambientale che stai compiendo.

    Nel frattempo mi hai fatto venire in mente una cosa che potrebbe rivelarsi utile per gli escursionisti, soprattutto quelli che non sono mai stati in queste zone: la prima parte del sentiero che parte da Vonzo ed arriva al Ciavanis, quella sostanzialmente che costeggia quasi il Rio Paglia, è ora in realtà una strada sterrata parecchio ripida e sdrucciolevole.Quindi chi non è mai stato in questi favolosi valloni non si scoraggi proprio all’inizio, il sentiero riprende dopo! Non credo infatti che su cartine o depliant vari sia già segnata la variazione.
    Un salutone
    Franz

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  2. paolo59 says:

    Ad Agosto, a candiela correva voce che il piano fosse o già stato approvato, o in fase di approvazione.

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  3. utente anonimo says:

    Settimana scorsa mi è capitato di chiaccherare con un cittadino di Chialamberto……, e sono stato ucciso!

    Quando la chiaccherata è iniziata, si è immediatamente detto favorevole, e come un torrente in piena ha iniziato a snocciolare tutti i vantaggi del’impresa.

    * un invaso in quota va bene, perchè un deflusso regolato, evita la possibilità di piene, frane e danni in caso di forti piogge.
    * i 45.000 € che danno al comune sono molto importanti per il comune.
    * 40 / 50 operai che lavorano per 4/5 anni, per la costruzione della diga sono molto importanti per l’economia locale, anche solo un caffè, un bicchiere di vino al giorno (per operaio) sono importanti per Chialamberto.
    * far lavorare le imprese della vallata, sopratutto in questo momento di crisi, è utilissimo
    * un operaio impiegato in più nel comune è sempre una buona cosa.
    * l’impatto ambientale è nullo perchè l tubatura viene tutta interrata, e non si vede nulla.
    * il torrente ci guadagna, perchè allo sfociare ci sarà più acqua.
    * e nel frattempo faranno una bella strada che va all’alpeggio.
    * bisogna vivere Chialamberto, per poter parlare!

    Che dire, che miopia, che disinformazione, che tristezza, ma anche che plagio!

    Per i problemi che SICURAMENTE sorgeranno…..chi pagherà?
    Quando al piano di Vassola scende abbastanza acqua, l’apporto al torrente in fondovalle è nullo, cioè, l’acqua alimenta falde sotterranee, che si troveranno a secco!
    Chi ha un minimo di conoscenza della zona, sa che il funzionamento di queste centralina idroelettriche saranno limitate a pochi mesi all’anno,(estate ed inverno scende pochissima acqua!) ma si vede SOLO l’interesse di oggi!
    Invito tutti gli appassionati a visitare il piano di Vassola ove si potrà ammirare oltre ad una natura ancora meravigliosa…., anche la traversa che la CLEAR ENERGY ha abbandonato dopo l’utilizzo, nel torrente, le strisce di naylon bianco e rosso, che ha utilizzato per delimitare i confini del progettato invaso, e ci sono ancora alcuni picchetti di legno….
    Per terminare……tagliare diagonalmente una montagna, creerà sicuramente dei problemi di staticità…….

    Saluti

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  4. utente anonimo says:

    Purtroppo non è uscito il mittente..
    ROK 64

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  5. paolo59 says:

    Commento alle parole del cittadino din Chialamberto, riportate da rok64:
    sono le stesse parole adattate su scala locale, che guidano le politiche e l’economia nazionale, l’unico modo in cui viene concepito lo sviluppo è quello di costruire e cementificare………..

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  6. gpcastellano says:

    Siamo sempre in equilibrio precario tra sviluppo, profitto e business. Il problema è intavolare un rapporto serio, costruttivo ed efficace con le parti VERAMENTE interessate e coinvolte in questi progetti. Ben venga l’iniziativa di beppe che ha portato al sindaco di chialamberto i documenti della TAM. Riguardo ai grandi cantieri che porteranno sviluppo e prosperità ai comuni ed agli esercizi delle zone alpine, consiglio a tutti di farsi un giro per Pragelato e Cesana, ora che è passata la furia olimpica, e di fare il conto di quanti bar e ristoranti sono ancora aperti (a prezzi popolari..), dopo l’ubriacatura dei mille cantieri pre 2006.

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  7. JohnDeere says:

    Beh il sindaco rimane in carica 5 anni, e può sempre dire che durante il suo mandato è girata l’economia locale…. a parte tutto è da comprendere come manchi un’alternativa di sviluppo alla montagna, alternativa che sia in grado almeno almeno di avvicinarsi all’indotto (€€€€€€€€) di certi progetti: stesso discorso vale per la funivia verso la cresta rossa del precedente post. Il comune vive della tutela del fiorellino?? Purtroppo no, e qualsiasi intervento di €€€€€€€€ è cmq impattante, vedi anche solo polemiche su mini hydro.

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  8. blacksheep77 says:

    già, la tutela dell’ambiente non fa business…
    solo il lupo viene difeso dicendo che fa girare l’economia turistica più di quanto lo possa fare l’allevatore. misteri della vita 😉
    battute a parte, vorrei poi vedere se effettivamente si impiegherebbero imprese locali, o se l’appalto finisce alla ditta di chissà dove.
    già solo un caffè, certo… ma quale sarebbe poi il costo di quel caffè, per il futuro?

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  9. Beppeley says:

    Riporto la notizia trovata sulla ultima newsletter di alpMedia che sicuramente è in tema con questo post:
    Idroelettrico sì – ma non a spese della natura!
    Nelle prime due settimane di agosto il WWF Austria ha condotto la campagna a livello nazionale “Un cuore per i fiumi”, con l’obiettivo di salvare i fiumi e i torrenti austriaci. Il tour è iniziato a Vienna/A con un gazebo informativo, è proseguito attraverso le capitali di tutti i Länder, per concludersi il 12 agosto a Klagenfurt/A. Il motivo di fondo della campagna sono le criti-che espresse da molte associazioni ambientaliste – tra cui anche l’Umweltdachverband austriaco – per lo sfruttamento dei corsi d’acqua austriaci rimasti in condizioni naturali o quasi naturali. Da anni l’Umweltdachverband sottolinea che lo sfruttamento dell’energia idroelettrica non deve andare a scapito della protezione della natura. La maggiore attenzione attribuita alla produzione elettrica da fonti rinnovabili, in seguito alle problematiche sollevate dal cam-biamento climatico, è da considerare positivamente. Nel documento sull’idroelettrico l’Umweltdachverband mette tuttavia in evidenza che questo obiettivo, di per sé positivo costituisce però, per quanto riguarda l’idroelettrico, una minaccia per gli ultimi corsi d’acqua integri presenti in Austria. La conflittualità in singoli Länder austriaci è dunque molto alta e la pressione su torrenti e fiumi sempre più massiccia. La legge sull’ecoenergia contribuisce in modo essenziale a questi sviluppi, poiché ha avviato e continua a stimolare il discutibile boom delle centrali energetiche attualmente in corso.
    Secondo l’Umweltdachverband, è urgentemente necessario porre dei limiti ecologici alla preoccupante tendenza all’alterazione dei corsi d’acqua, oltre a ottem-perare agli obiettivi ecologici della direttiva quadro sulle acque dell’UE. La con-servazione degli ultimi tratti di corsi d’acqua integri può essere raggiunta puntando sull’obiettivo essenziale del risparmio energetico, modernizzando e migliorando l’efficienza delle centrali esistenti e attraverso una rigorosa valutazione del potenziale idroelettrico realmente disponibile.

    Per ulteriori info: http://www.cipra.org/alpmedia

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  10. JohnDeere says:

    Direi che in tutto è fondamentale l’ultima riga: “valutazione del potenziale realm disponibile”, in modo che si mantenga un equilibrio.

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  11. Beppeley says:

    Fare o non fare un piccolo impianto idroelettrico dipende soprattutto dalle esigenze economiche del Comune di Chialamberto e non certo dall’effettiva esigenza di produrre energia elettrica. Quanto si potrebbe risparmiare (di energia elettrica) stando un po’ più attenti al risparmio? Leggete qui:

    “Famiglie SalvaEnergia”: evitate 151 tonnellate di CO2 in Alta Savoia/F

    Il 7 agosto l’associazione “Prioriterre, Espace Info Energie de Haute-Savoie” ha comunicato che la Francia, rappresentata dal Dipartimento Alta Savoia, si è piazza-ta al secondo posto nel concorso europeo “Famiglie SalvaEnergia”. Il Dipartimento Alta Savoia è riuscito a evitare l’emissione di 150 tonnellate di CO2 e a risparmiare 500.000 kWh di energia elettrica, pari alla produzione annuale di un impianto foto-voltaico di 5.000 m2.
    Due terzi dei partecipanti dall’Alta Savoia hanno ridotto i loro consumi energetici di ben oltre l’8%: il vincitore ha raggiunto un risparmio energetico del 24,5%.
    © Ernst Rose
    Il concorso è stato lanciato nel novembre 2008 con l’obiettivo di favorire il risparmio energetico e l’attuazione del protocollo di Kyoto tra il vasto pubblico. Le famiglie partecipanti si sono prefisse di ridurre i consumi energetici almeno dell’8% rispetto all’anno precedente, modificando i propri comportamenti quotidiani. Si sono iscritte al concorso 200 famiglie – per un totale di 650 persone da 19 comuni del diparti-mento. Gli altri stati partecipanti sono Germania, Italia, Spagna, Svezia, Belgio, Bulgaria, Gran Bretagna e Irlanda.

    Fonte: http://www.actu-environnement.com/ae/news/concours_familles-energie_positive_haute-savoie_resultats_2009_8061.php4 (fr)
    Maggiori informazioni: http://www.famigliesalvaenergia.eu/it/ (de/fr/it/en)

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  12. utente anonimo says:

    e ti par poco l’esigenza economica di un piccolo comune montano?

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  13. Beppeley says:

    Utente anonimo: non è il bisogno del piccolo comune montano che mi sembra poca cosa: è lo scambio sotteso ad esso che mi pare davvero triste. Scambiare, in senso economico, un territorio, l’acqua, o un bellissimo paesaggio montano ricco di natura e cultura con un opera di dubbia utilità che lo devasta mi sembra davvero molto pericoloso. Sa di disperazione. E allora, utente anonimo, ti riporto quanto ha scritto Paolo Rumiz in proposito:

    […] ormai la montagna è il peggior nemico di se stessa: da un parte per un discorso speculativo, dall’altra perché non ha più la capacità di opporsi a nulla. Ad esempio, oggi un sindaco di un piccolo paese di montagna, privato dell’ICI, venderebbe anche sua madre per avere qualcuno che gli finanzi l’illuminazione pubblica; i Sindaci sono in balia di ricatti: è chiaro che se arriva un signore da fuori con una valigia piena di soldi e dice: “ti secco il tuo fiume o le tue sorgenti in cambio di un contributo sostanzioso”, ecco che il sindaco non può far altro che accettare. Ma così si svende il paesaggio, si svende la nazione si svende il grande bene pubblico che è la cosiddetta res publica. […]

    L’intervista completa a Paolo Rumiz (ti suggerisco anche il bellissimo libro: “La leggenda dei monti naviganti”) la trovi qui http://camoscibianchi.splinder.com/post/20382404/Sentinelle+di+casa+nostra

    Una mia modesta considerazione: l’importante è che ad uno scambio così importante (ti offro la mia acqua, con tutte le devastazioni del caso, e in cambio mi dai dei soldi) entri in gioco la responsabilità: quella che il Sindaco del piccolo comune di montagna, e coloro che lui rappresenta, deve necessariamente avere nei confronti del nostro futuro. E in questo futuro ci siamo noi esseri umani e i nostri figli che rischiano di non potersi godere ciò di cui oggi noi beneficiamo. E poi, chi ci garantisce che quell’acqua che il Sindaco vuole scambiare con denaro ci sarà sempre? Sei davvero sicuro che tra qualche anno, con le drammatiche previsioni di siccità che ormai vengono costantemente elaborate, questa ricchezza sarà davvero diponibile per lo scambio economico? E se poi mancherà l’acqua dai rubinetti? Pensi che non sia già successo negli ultimi anni? Prova a chiederlo ai valligiani.
    Intanto devastiamo la montagna e poi si vedrà. Personalmente lo ritengo un ragionamento alquanto miope.

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