Pian delle Riane, vallone di Unghiasse

Pian delle Riane (1800 m)

Profumo di erba appena tagliata, quella che tra qualche giorno diventerà fieno con cui preparare il letto delle stalle o sfamare in parte le bestie durante l’inverno seguente.

Profumo delle fioriture di inizio estate: il Giglio di San Giovanni, l’Arnica Montana, il Maggiociondolo, le cento specie di Orchidea selvatica che mettono fuori il loro musetto al sole di Giugno. Il più bello che si possa desiderare qui da noi, quello che ti dona luce fin quasi alle dieci di sera, facendoti ammirare un tramonto appena prima dell’ora del riposo.

Un sentiero polveroso all’ombra dei maestosi Faggi, molto più vecchi di noi, un sentiero che quasi ti conduce da solo su un letto di foglie multicolori dell’autunno appena dimenticato.

Un Torrente dall’acqua cristallina, fresca e allettante…che si offre al viandante come un miraggio in mezzo al deserto. E appena ti chini a bere, tra la brezza che ti rinfresca il sudore sulla fronte, il tuo riflesso sull’acqua trasparente appare tra colori smeraldini, i colori della specchiata delle foglie verdi fulgenti, proprie di questa stagione, che ti fanno da contorno. Tutto è più semplice in queste condizioni, anche camminare in salita con una zaino pesante sulle spalle, e ti senti parte di quello che ti circonda.Non ci sono più gli alberi, le rocce, i fiori…e poi te: è una fusione unica, tu sei quello in cui ti trovi immerso. E’ un ritorno alle origini, finalmente sei quello che hai sempre saputo di essere.

E stai bene.

Sei di nuovo un essere naturale, senza l’assillo del cellulare o dell’e-mail da controllare.Tutto intorno a te sorride: una cicatrice sul vecchio tronco di un Faggio ti parla di ciò che è stato, la brezza ti sussurra nelle orecchie dolci parole, il cinguettio degli Uccelli ti conferma che sei giusto così.

Non è un racconto di fantascienza, non sono fantasie che cerco di trascrivere per velleità, è quello che può capitare di provare a ciascuno di noi che cerchi di riavvicinarsi alle proprie origini e ne abbia voglia. La salita, perché di questo stiamo ormai parlando, continua con questa pace d’animo. Lo Spirito è sempre accompagnato e rinvigorito, dalla dimostrazione di forza dell’Estate Alpina: temerarie fioriture che fanno capolino tra la neve, il profumo dello stillicidio sulle nude pareti di roccia a piombo lungo il sentiero.

Piantare la tenda in una radura completamente tappezzata di fiori che sembravano attendere solo te, in un Silenzio e una Solitudine totale, con qualche Camoscio che ti fa capolino da dietro una roccia poco distante, in un Tramonto in cui l’unica voce a parlare è quello del tuo Spirito, è un’emozione che spero tutti possano provare. L’aria si fa fresca, uno spicchio di Luna appare timido tra alcune nubi ancora infuocate dal Sole: le ombre lunghe incominciano a farla da padrone mentre un’incombente oscurità si fa sempre più invadente. L’unica traccia di presenza umana è una baita disabitata, vicino alla quale ho piantato il mio modesto “campo base”.

Il Pian delle Riane visto da Gias Vecchio (2142 m) lungo il sentiero n. 323

Mi godo ancora per qualche minuto il tepore del fuoco, (grazie Betulla che bruci anche se quasi totalmente umida), e inspiro profondamente le esalazioni profumate dei rametti di Larice scoppiettanti.

Mi addormento nel tepore del sacco a pelo, cullato dal rumore del torrente che scorre vicino a me e dall’amichevole invadenza attorno alla tenda di qualche animaletto notturno.Il sonno è dei migliori che si possano sperimentare: come un fanciullo si sprofonda cullati fra le braccia della Grande Madre.

Spesso leggendo libri di alcuni dei miei maestri “spirituali” ho pensato che bisognasse andare in Alaska o terre lontane e selvagge per sperimentare tutto ciò… come mi ha insegnato un Grande frequentatore e scrittore di questo blog, “Il Viaggio non consiste nell’andare in posti nuovi, ma nel vedere (n.d.r. “e nel conoscere”) con occhi nuovi”.

A volte con la parola, la presenza, le proprie azioni, o piccoli grandi gesti si possono fare grandi cose per il prossimo.

Il posto in cui ho splendidamente soggiornato al cospetto di una Natura immacolata ha rischiato di essere stravolto una quindicina di anni or sono: altisonanti proposte riguardanti la realizzazione di opere inerenti la viabilità (n.d.r.: per i camosci?!?!), sono state stemperate da gente di buon cuore.

Che dire, spero che qualcuno intuisca lo sproloquio che permea questo post! E soprattutto, andate in montagna e per boschi con nuovi occhi…col cuore.

Ometto83

9 Responses to Pian delle Riane, vallone di Unghiasse

  1. blacksheep77 says:

    certo, il profumo del larice, ma anche quello della salsiccia non dev’esser stato niente male ;-))

    quest’estate voglio andare agli alpeggi di unghiasse per fare qualche foto per il nuovo libro. chi mi accompagna?

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  2. serpillo says:

    @ ometto: chiudendo gli occhi, capisco le tue sensazioni e quello stare bene essendo parte della natura.

    @ blacksheep: per l’Unghiasse ci pensiamo noi! Combiniamo insieme.

    Serpillo

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  3. lupoanziano says:

    Meravigliosa è la natura, in ogni suo piccolo particolare…
    Tutto è un ciclo…
    Sono amante anch’io della montagna ed ho capito che anche a te piace andare solitario per posti dimenticati…Lontano dal correre frenetico…
    Ti faccio i miei complimenti.
    Se ci dedicassimo alla natura, scopriremmo che questo mondo è ancora pieno di sorprese e che non tutto è stato scoperto.

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  4. Beppeley says:

    @ometto83: grazie! Comunque dal vivo sono più bello ed affascinante. Adesso sono senza barba e dicono che assomigli a Clooney!
    ______________________________
    Ciò che tu esprimi dimostra eloquentemente il fatto che le foto, per quanto esse siano stupende, non riescono mai a trasmettere il nostro vissuto interiore. Credo che tu abbia fatto un grosso ed ammirevole sforzo per comunicare le tue emozioni: nei miei confronti credo che tu ci sia riuscito… Le tue parole esprimono un sublime senso di pace. Credo di sapere di cosa si tratti e penso che è una di quelle sensazioni che sovente colgono anche me quando sono tra i monti e che amo portare poi un pochino in città: ne abbiamo bisogno tanto perché in quella pace c’è Dio.

    Grazie amico mio: condividere con te il luogo montagna è sempre un’esperienza umanamente ricca e appagante.

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  5. blacksheep77 says:

    @serpillo: allora si organizza, magari ad agosto, che i margari dovrebbero essere su in alto…

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  6. serpillo says:

    @blacksheep: volentieri, va bene ad agosto, ci sentiamo al cellulare.
    A presto! :-))

    Serpillo

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  7. ometto83 says:

    @blacksheep e serpillo: mi aggrego volentieri per un giretto agli alpeggi di Unghiasse!

    @lupoanziano: credo tu abbia proprio ragione…molto particolare il tuo blog,complimenti!

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  8. serpillo says:

    @ ometto: e allora sei dei nostri! Abile ed arruolato…. ;-))

    Serpillo

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  9. Pingback: L’impero nascosto | camoscibianchi

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