Basi economiche dei sentieri escursionistici

Neues+BildIn Svizzera, l’escursionismo è un pilastro importante dell’offerta turistica di base. Finora, poco si sapeva dei costi connessi al mantenimento della rete dei sentieri escursionistici. Poco noti erano anche i dati riguardanti il valore aggiunto e l’effetto occupazionale generati dalle spese degli escursionisti provenienti dalla Svizzera e dall’estero. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) e l’associazione mantello Sentieri Svizzeri hanno colmato questa lacuna con un nuovo studio. Da questa analisi emerge che i benefici complessivi dell’escursionismo sono nettamente superiori ai costi. Investire in una rete ben sviluppata di sentieri escursionistici conviene.”

 www.astra.admin.ch/astra/it/home/temi/mobilita-lenta/documentazione.html (per aprire direttamente il documento in pdf cliccate qui).

***

Noi in fatto di montagne e di patrimonio escursionistico non siamo certo da meno.

Il Piemonte si è dotato nel 2010 di un’ottima legge sull’escursionismo (il cui regolamento attuativo è entrato in vigore solo a novembre del 2012). Mancano però i fondi per risistemare e rendere funzionante la meravigliosa rete escursionistica piemontese che, se fosse in buono stato, favorirebbe lo sviluppo del turismo lento che aiuterebbe sicuramente la montagna dal punto di vista economico.

Ma quanto costa mantenere in efficienza una rete escursionistica fatta di migliaia di chilometri di sentieri? E quali sono i benefici attesi?

Uno studio specifico in questo senso in Italia non credo sia mai stato fatto. Ho provato a cercare in Rete ma non si approda a nulla. La fortuna però arriva dalla Svizzera e dal fatto che da quelli parti si parla anche in italiano.

In Svizzera, i costi di riferimento per il mantenimento di una rete di sentieri escursionistici in buone condizioni ammontano a 53 milioni di franchi l’anno. Questa cifra comprende tutte le spese per la manutenzione corrente, il ripristino dei sentieri, la segnaletica, la pianificazione e l’amministrazione, incluso il materiale e gli altri costi (ad es. per l’informazione).”

La parola “amministrazione” rimanda ad un piè di pagina dove si spiega che:

Nei costi per la pianificazione e l’amministrazione rientrano anche le spese per l’attuazione dell’obbligo di sostituzione secondo l’art. 7 della legge federale del 4 ottobre 1985 sui percorsi pedonali e i sentieri (LPS; RS 704). Conformemente a questo articolo, in caso di danneggiamento o soppressione di un sentiero, è obbligatorio provvedere alla sostituzione.”

53 milioni di franchi svizzeri equivalgono a circa 43 milioni di euro (al cambio attuale). Stiamo parlando di dati riferiti al 2011. Per poter effettuare un paragone con la Regione Piemonte dobbiamo quanto meno sapere quanto ammonta in chilometri la rete escursionistica svizzera e tentare un confronto con quella piemontese cercando di capire se quello che noi consideriamo “sentiero” lo è anche per gli svizzeri.

Intanto bisogna precisare che quanto speso in Svizzera annualmente è riferito ad una rete sentieristica in buone condizioni. La nostra, non essendo stata mai presa in considerazione negli anni passati delle nostre istituzioni con un legge ad-hoc e con fondi adeguati, è sicuramente in condizioni peggiori e quindi possiamo immaginare che inizialmente i costi al chilometro possano essere superiori (per portarla in “buone condizioni”).

escursionismo

Se avete voglia di seguirmi, cercherò di soffermarmi su alcuni dati che penso siano importanti da acquisire se vogliamo tentare di ragionare sui numeri. A questo proposito però chiederei scusa se sarò involontariamente impreciso: vi chiedo quindi di aiutarmi (commentando questo post) se avete dati più affidabili, osservazioni, critiche, ecc. perché il discorso non è assolutamente semplice. Proviamo soltanto ad intraprendere un “cammino” insieme tentando di comprendere degli aspetti importanti per lo sviluppo del turismo escursionistico delle Terre Alte. Penso che ne valga la pena in quanto si tratta di un tema molto importante non solo per chi ama l’escursionismo ma anche e soprattutto per chi vive in montagna e spera di non doverla abbandonare per trovare lavoro in pianura.

Il dott. Paolo Caligaris (Direzione OO.PP. Difesa del Suolo Economia Montana e Foreste della Regione Piemonte) mi ha informato che in Piemonte la rete del patrimonio escursionistico (ovvero la rete di sentieri con potenzialità escursionistiche) attualmente ha una lunghezza complessiva pari a circa 16.000 km.

Adesso il primo problema che dobbiamo tentare di superare è quello rappresentato dalla possibilità o meno di fare un confronto tra quello che noi intendiamo con l’infrastruttura “sentiero” e quello che invece viene inteso in Svizzera. Questo aspetto è fondamentale se vogliamo tentare di confrontare i numeri, ovvvero lunghezza complessiva in chilometri dei sentieri e spesa totale annua richiesta per la loro manutenzione: possiamo così dividere l’ammontare annuo di spesa che viene fatta in Svizzera per i chilometri di sentieri ed avere un parametro “grezzo” che ci dice quanto viene stanziato a chilometro per mantenere una rete sentieristica in buone condizioni.

pulizia sentieri

C’è ancora un aspetto molto importante che dobbiamo tenere in considerazione: in Piemonte la manodopera richiesta per fare i lavori di manutenzione (pulizie e ripristino dei sentieri) è molto spesso offerta dai volontari del Club Alpino Italiano e quindi trattasi di lavoro a costo zero (o quasi). Insomma, per chi ama ragionare sul PIL, teniamo conto che questo importante lavoro (di utilità enorme per gli escursionisti e per la montagna nel suo complesso) non viene considerato quando l’Istat misura la ricchezza prodotta dal Paese.

In Svizzera invece (come succede in Valle d’Aosta) il lavoro svolto sui sentieri viene remunerato in quanto a provvedervi sono persone qualificate professionalmente a farlo: questo significa che quell’ammontare speso ogni anno comprende ovviamente anche il pagamento delle retribuzioni a loro spettanti.

In sintesi:

1. dobbiamo poter fare un confronto accurato tra la tipologia di sentiero svizzero e quello italiano;

2. dobbiamo precisare che l’ammontare stanziato a bilancio ogni anno in Svizzera comprende la manodopera (da noi non è così e quindi possiamo concludere che da noi i costi dovrebbereo essere inferiori a meno che la nostra Regione non intenda in futuro avvalersi di personale retribuito);

3. chiariti i due aspetti precedenti possiamo tentare di raggiungere un piccolo risultato, ovvero capire quanto ci costerebbe al chilometro mantenere in buono stato una rete sentieristica (“buono stato” certamente vuol dire che non deve presentare alcun problema di percorribilità: sentiero sgomberato dalla vegetazione invadente, perfettamente segnalato, sia con cartelli che con bolli, ripristinato con quelle opere necessarie come passerelle, ponti, muri di contenimento, ecc.).

Nel documento citato, possiamo leggere quest’imporante precisazione (il grassetto è mio):

Escursionismo in Svizzera

i) Rete dei sentieri escursionistici

“In Svizzera, la rete dei sentieri escursionistici ha attualmente una lunghezza di circa 66 200 km (cfr. fig. K-1). Nella metà dei casi, si tratta di cosiddette strade di 5a e 6a classe, cioè di sentieri che attraversano boschi e campi, destinati principalmente ai pedoni e ai ciclisti (biciclette o mountain bike). Quanto ai veicoli a motore, questi sentieri possono essere percorsi soltanto da veicoli per usi speciali come trattori o fuoristrada. Ai fini del finanziamento della rete dei sentieri escursionistici sono iscritti nel bilancio dei sentieri soltanto i costi complessivi (pianificazione, manutenzione, ripristino, segnaletica e amministrazione) delle strade di 5 a e 6a classe. Per le altre classi di strada, di regola strade comunali, rurali o forestali, sono a carico degli enti responsabili dei sentieri soltanto i costi connessi alla pianificazione, segnaletica e amministrazione. I costi dei lavori di manutenzione e di rispristino su queste strade sono nella maggior parte dei casi a carico dei Comuni, dei consorzi per bonifiche fondiarie o dei servizi forestali.

 Rete sentieri svizzeri

Si distinguono tre tipi di sentieri escursionistici (sentieri, sentieri di montagna e sentieri alpini) ai quali corrispondono, in genere, requisiti diversi per quanto riguarda l’equipaggiamento e le capacità fisiche e tecniche degli escursionisti.”

Se ho ben compreso (per favore, correggetimi se ritenete che stia sbagliando) in bilancio vengono finanziati solo i sentieri della classe 5a e 6a classe che rappresentano complessivamente 33 500 km e quindi dividendo l’importo di 53 milioni di franchi svizzeri per 33 500 abbiamo come spesa media al km 1.582,09 franchi svizzeri ovvero (al cambio attuale) circa € 1.283 a chilometro.

Le tipologie di sentieri svizzeri che sono presi in considerazioni (5a e 6a classe, ovvero sentieri, sentieri di montagna e sentieri alpini destinati principalmente ai pedoni e ai ciclisti) dovrebbero, da quanto abbiamo appena letto, corrispondere grosso modo a quanto noi intendiamo per sentiero.

A questo punto dovremmo essere in grado di poter dire che la spesa annua su di una rete escursionistica come quella della Regione Piemonte, costituita da circa 16.000 km di sentieri, ammonterebbe complessivamente a circa 20 milioni di euro.

Abbiamo però detto in precedenza che tale importo è necessario per la manutenzione di una rete sentieristica che si trova già in buono stato. Purtroppo non penso sia facile stimare quanto dovrebbe aggiungerci la nostra Regione affinché si possa arrivare ad uno stato di “buone condizioni” di una rete sentieristica come in Svizzera.

Vogliamo ragionare per eccesso? Proviamo a raddoppiare quella cifra, ovvero ad ipotizzare che nel primo anno in cui vengono finalmente stanziati i fondi dalla nostra Regione si possa contare su circa 40 milioni di euro.

Somma importante, soprattutto in questa congiungura economica. Ma non è questo però il punto dove volevo arrivare. Mi premeva soprattutto farvi percepire il senso svizzero di fare politica con lungimiranza.

Noi sappiamo benissimo che non siamo svizzeri. Possiamo almeno tentare di “rubare” a questi signori qualche segreto di visione di lungo periodo? Qualche sano modo di fare politica avendo un’ottima sensibilità su cosa significa attingere a delle risorse finanziare (sborsate dai contribuenti) valutando con attenzione costi e benefici di un progetto di investimento in infratrutture pubbliche?

E’ qui che sta la bellezza di questo documento (che vi suggerisco vivamente di consultare: il riassunto in italiano si trova da pag. 29 fino a pag. 40; è spiegato in modo esemplare e con estrema chiarezza). Qui di seguito vi riporto solo le conclusioni:

Raffronto costi e benefici

Come avviene per gli altri settori, anche per quello escursionistico è possibile procedere a un raffronto tra i costi e i benefici. La figura K-6 illustra tale raffronto in modo schematico, distinguendo tra la prospettiva degli escursionisti e quella della società. Nell’ambito del presente studio è stato possibile quantificare solo una parte dei benefici e dei costi (cfr. campi di colore blu nella fig. K-6). Tuttavia, si possono fare alcune considerazioni di fondo che hanno valore generale:

  1. livello individuale: secondo la teoria economica, gli individui intraprendono soltanto attività i cui benefici sono perlomeno pari ai costi o superiori ai costi;
  2. livello della società: già una riduzione dell’1 per cento dei costi ospedalieri a seguito del miglioramento dello stato di salute indotto dalla pratica dell’escursionismo comporterebbe uno sgravio finanziario per gli enti pubblici dell’ordine di oltre 70 milioni di franchi. I costi di riferimento calcolati per il mantenimento di una rete di sentieri in buone condizioni sarebbero in questo modo più che coperti.

rapporto costi e benefici

Nell’insieme ci sono buoni motivi per ritenere, che sia dalla prospettiva del singolo che della società, i benefici dell’escursionismo siano chiaramente superiori ai costi. Tuttavia, poiché i risultati complessivi riferibili all‟escursionismo non permettono di trarre conclusioni in merito a singoli progetti occorre confrontare caso per caso i costi supplementari relativi al progetto di un nuovo sentiero e i suoi benefici supplementari.”

Avete letto bene? Se da una parte la Svizzera ogni anno finanzia con una somma considerevole la manutenzione della rete sentieristica (53 miloni di franchi), dall’altra parte raggiunge una riduzione della spesa sanitaria derivante dai benefici della pratica escursionistica (le spese sanitarie degli enti pubblici si riducono di circa 70 milioni di franchi) considerando, in modo assolutamente prudente, una riduzione soltanto dell’1% dei costi ospedalieri che scaturirebbe dalle migliori condizioni di salute di chi pratica l’escursionismo.

Ma avete mai sentito un politico in Italia ragionare in questi termini? Ovvero guardando lontano anziché disquisire in modo miope, pensando esclusivamente a come non farsi soffiare la poltrona da sotto il sedere?

Adesso provate, pensando alla nostra spesa pubblica (mostruosa), a quanti altri settori si potrebbe portare ragionamenti simili se solo noi italiani avessimo il coraggio di guardare verso un orizzonte temporale che vada oltre la settimana.

Il suggerimento che vi do è quello di spendere un attimo del vostro tempo per leggere questo documento interessantissimo: sarà come fare una passeggiata in montagna perché di colpo vi si presenteranno sotto i vostri occhi panorami mai visti. E vi sentirete bene fino nel profondo dell’anima.

Perché, per un momento, sarete riusciti a portarvi da soli fuori dal fango della nostra vita quotidiana.

Buone escursioni a tutti!

www.linkiesta.it/regione-piemonte-cota-default

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

17 Responses to Basi economiche dei sentieri escursionistici

  1. popof1955 says:

    Molto interessante Beppe. Quante cose diamo per scontate, eppure se non ci fosse l’opera dei volontari nella manutenzione dei sentieri, e la cura dei rifugisti in alcuni casi, non potremmo muoverci in sicurezza e non metteremmo in movimento una bella quota di denaro. Eh si, perchè se ci pensi bene quando ci spostiamo tra locomozione, vitto e alloggio, mettiamo in movimento cifre discrete, Senza considerare il vestiario e gli accessori …. Basta entrare in un supemercato sportivo e osservare gli scaffali dedicati all’attività alpina per rendersi conto di quanto sia importante il settore.

    • Beppeley says:

      Peccato che noi italiani non ci rendiamo conto delle ricchezze importanti che sono solo dietro casa nostra.

      Eppure, se hai capito il messaggio di fondo, in Svizzera l’escursionismo è finanziato a costo zero… O, meglio, a fronte di un esborso finanziario importante si vengono a raggiungere risparmi superiori sulla spesa pubblica sanitaria.

      In Italia la politica è questa: magna tu che magno anche io.

      Questo è quello che sappiamo fare noi italiani. E adesso paghiamo caro e salato le conseguenze di un modo rozzo (e truffaldino) di approcciarsi alla spesa pubblica senza aver avuto il minimo di sensibilità in riguardo ad un orizzonte temporale che vada oltre il giorno dopo.

      Pensa che quei 43 milioni di euro spesi annualmente dalla Svizzera dalle nostre parti se li sono bevuti i partiti con le loro spese folli ed illegittime.

      Però a nessuno frega di quelle aree marginali (ma importantissime) del nostro Paese. Aree che potrebbero favorire molto uno sviluppo economico grazie a quella straordinaria infrastruttura pubblica rappresentata dal “sentiero”.

      In Svizzera l’hanno capito da tempo.

  2. Anonimo says:

    ..e non solo il beneficio fisico, ma quello economico..fornendo lavoro a moltissime persone..in un momento nero per la nostra società!!!
    Lavorare sul territorio per una valenza a 360° del territorio sia essa agricola o turistica è un target significativo di una società moderna!!!
    Voglio pensare positivo nella speranza che i nostri futuri “funzionari” capiscano ed attuino indirizzi giusti come quello svizzero evidenziato da Beppe!!!
    bepperulfo

  3. serpillo1 says:

    Il camminare nella natura ossigena il cervello e permette alle idee contorte di meglio dipanarsi.
    Il benessere non e’ solo fisico ma mentale perchè ti senti rigenerato e felice.

    Basterebbe copiare dal nostro vicino svizzero..

    • martellot says:

      Sarebbe bello poter utilizzare il modello svizzero con tutti i suoi vantaggi anche qui in Piemonte. Siamo però troppo indietro e mi sa che visti i tempi non vedo prospettive di miglioramento, almeno nel breve tempo…

  4. Dino says:

    Bella ricerca e bella riflessione Beppe! Mi suona tanto come il grido della favola “L’imperatore è nudo!!”. Chissà quando il risveglio dal torpore e la consapevolezza di una saggia fruizione della montagna

    • Beppeley says:

      Grazie Dino.

      Non vedo aspetti negativi nell’investire denaro pubblico nella manutenzione della sentieristica.

      Sempre che metà di quello necessario non pigli strade che non portano in montagna…

  5. Grazie Beppe,
    sicuramente una buona rete escursionistica, inserita nello spettacolo delle nostre montagne, sarebbe in grado di sostenere un economia di turismo “leggero” che in zone non lontane dal Piemonte sta dando lavoro a migliaia di persone, oltre che un servizio fondamentale a milioni di persone.
    Il tuo post è importante per tenere alta l’attenzione sul tema e si affianca al lavoro di chi, a vario titolo e modo, “lotta” per migliorare la situazione escursionistica.
    Andrea

    • Beppeley says:

      Bentornato Andrea, sono felice di ritrovarti qui.

      Ti ringrazio del commento importante che condivido in pieno.

      Mi piacerebbe tanto che scriveressi qualcosa per il blog della tua esperienza in terra canadese.

  6. martellot says:

    Molto interessante questo post! Grazie di aver postato queste notizie Beppe!

    • Beppeley says:

      Grazie a te martellot per aiutarci a condividere con gli amici del blog la nostra grande passione che, come possiamo notare scrutando al di là dei nostri confini, è anche portatrice di cose positive per chi vuole vivere in e di montagna.

      E poi quanto ci fa stare bene fare escursionismo! Ci dona un beneficio enorme, sia per il fisico che per lo spirito, soprattutto quando lo si pratica in compagnia di persone come te.

  7. Pingback: Corso sulla sentieristica | I camosci bianchi

  8. Anonimo says:

    Grazie per l’interessante spunto.
    Siamo già abbastanza a conoscenza di come funziona in Svizzera anche perchè stiamo lavorando in un interreg insieme a loro e ci hanno spiegato un po’ di questi concetti e delle risorse che mettono nel settore. Ogni volta è un po’ deprimente confrontarsi con la nostra situazione! Per quanto riguarda i dati del Piemonte corretti che hai pubblicato ti segnalo solo che i percorsi come da noi intesi nella rete escursionistica non sono solo sentieri e che quindi una certa percentuale dei 16.000 chilometri è costituita da strade minori di vario ordine e grado. Ciò significa che dal punto di vista della manutenzione dell’infrastruttura queste hanno o dovrebbero avere altre modalità e fonti di finanziamento anche se, dal punto di vista escursionistico rimane per esempio il discorso della segnaletica specifica e del suo mantenimento. Questo non cambia molto e non sposta sostanzialmente l’asse del discorso che hai fatto. Innanzitutto ci vorrebbe una “politica” per la montagna concreta e solida e l’elemento valorizzazione del territorio attraverso il turismo lento diventerebbe centrale..

    F.G.

  9. P.C. says:

    Non avendo a disposizione studi del genere sul contesto italiano, per l’area piemontese si può fare un ragionamento partendo dai chilometri di rete escursionistica valorizzati negli ultimi cinque anni grazie alle risorse economiche messe a disposizione dalla Comunità Europea sul Programma di Sviluppo Rurale. Il prossimo anno, alla chiusura del Programma circa il 30 % della rete sarà completamente percorribile e infrastrutturato con segnaletica direzionale verticale e di continuità. Molto resta però da sistemare e mantenere. Per fare una previsione di spesa non possiamo che ragionare sulla base dei costi previsti dal preziario regionale opere pubbliche che prevedono 4.520,00 €/km per apertura o ripristino di sentiero comprese piccole opere d’arte oppure 1.270,00 €/km per solo taglio vegetazione.
    Si potrebbe ipotizzare un costo medio di 2.895,00 €/km . Di conseguenza per completare i restanti 11.200 km ( dedotti quelli valorizzati con il Programma di Sviluppo Rurale ) servirebbero circa una trentina di milioni di euro.
    Occorre precisare che la rete escursionistica piemontese comprende come quella svizzera percorsi escursionistici costituiti da sentieri ed altri tipi di infrastrutture stradali . I sentieri sono presenti per un 70% per cui in realtà, la cifra necessaria sarebbe leggermente inferiore
    Va comunque detto che una tal sistemazione dovrebbe essere pianificata in più anni, probabimente una decina, contando sulla disponibilità costante di risorse circa 3 milioni di euro /anno. A questa somma dovrebbe essere inoltre aggiunta una quota di risorse da destinare alla manutenzione ordinaria (da stimarsi in circa 800-1000 km/anno) per valore di circa un milione e mezzo di euro /anno. Quindi 4,5 milioni di euro/anno per i prossimi 10 anni ( completamento delle opere infrastrutturali e manutenzione ordinaria ) e successivamente riduzione dei fabbisogni al 50% ipotizzando la sola manutenzione.
    Ad oggi le previsioni non sono rosee. La legge 12/2010 non è finanziata e in attesa dell’avvio della prossima programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 si può esclusivamente contare sulla manutenzione effettuata dagli operai forestali della Regione Piemonte ( circa 250 km /anno ) e sul prezioso supporto dei volontari del Club Alpino Italiano.
    L’attuazione delle disposizioni regolamentari porterà ad una revisione della rete e alla sua gerarchizzazione. Questa revisione aiuterà ad ottimizzare l’impiego delle poche risorse attualmente disponibili, tuttavia l’attuale fase di riorganizzazione degli enti locali in atto non agevolerà, soprattutto nelle zone montane, questo processo di razionalizzazione.

    Al di là della questione risorse e della valutazione costi/benefici certamente importanti, la differenza sostanziale con la Svizzera va ricondotta ad un precisa previsione della Costituzione della Confederazione Elvetica dedicata ai sentieri e percorsi pedonali.

    Art. 88 Sentieri e percorsi pedonali
    1 La Confederazione emana principi sulle reti di sentieri e percorsi pedonali.
    2 Può sostenere e coordinare i provvedimenti dei Cantoni per la realizzazione e la manutenzione di queste reti.
    3 Nell’adempimento dei suoi compiti, considera le reti dei sentieri e percorsi pedonali e sostituisce i percorsi e sentieri che deve sopprimere.

    In Italia non abbiamo una legge quadro nazionale e nemmeno tutte le Regioni si sono dotate di una specifica normativa in materia di valorizzazione del patrimonio escursionistico.

  10. Pingback: La RPE del Piemonte nel 2012 | I camosci bianchi

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