Un pensiero per Marco

Cresta di Mezzenile“[…] c’è un nuovo aspetto che ora mi appassiona: è la ricerca e la scoperta di una cultura dimenticata, di usi e costumi oramai scomparsi: mi piace conoscere la realtà alpina intesa come contesto ambientale ed umano; ecco perché amo parlare con i vecchi saggi che raccontano vite di stenti ma di profondo amore per la loro terra, ecco perché amo ascoltare i loro racconti, le loro leggende […] quello che vorrei è far conoscere tutto questo a persone che oramai si interessano sempre meno delle loro radici, che hanno dimenticato la loro storia e che rinnegano il loro passato […]”

Quest’anno la Sezione CAI U.G.E.T. di Ciriè compie ben 90 anni di vita. In occasione di tale anniversario viene organizzata per giovedì 2 maggio alle ore 21 una serata in ricordo di Marco Fassero, alpinista provetto che ha perso la vita nel 1989 rientrando dalla Cresta di Mezzenile.

Qui si può scaricare la locandina della serata.

“Di questo lavoro mi piace tutto”

MarziaCon mia grande gioia ho finalmente rivisto Marzia la scorsa settimana durante la presentazione del suo libro, il cui titolo l’ho preso in prestito per questo post. La serata era stata organizzata dalla sottosezione del C.A.I. di Sparone: salone polifunzionale pieno nonostante la pioggia copiosa.

Il suo ultimo lavoro “Di questo lavoro mi piace tutto – Giovani allevatori del XXI secolo, la passiodi questo lavoro mi piace tuttone per combattere la crisi” è entrato a far parte dei sei finalisti del 41° Premio ITAS del Libro di Montagna.

Domani alle ore 18:00, all’interno del Trento Film Festival, si saprà il vincitore.

“Ho scelto giovani con meno di trent’anni di età perchè si tratta di un comparto che sta nascendo e si sta sviluppando, ma nella maggior parte dei casi senza che la loro attività sia ancora stabilmente avviata. Ho potuto così ascoltare le idee, i progetti, le difficoltà incontrate da ragazzi e ragazze con la voglia di trasformare in un mestiere la loro passione per gli animali.”

Excelsior!

Noi o loro?

20130425-159Art. 11 della Legge regionale 2 novembre 1982, n. 32:

Su tutto il territorio regionale è vietato compiere, con mezzi motorizzati, percorsi fuoristrada.
Tale divieto è esteso anche ai sentieri di montagna e alle mulattiere, nonché alle piste e strade forestali che sono segnalate ai sensi della legge regionale 12 agosto 1981, n. 27.

Poteva succedere durante l’escursione a Paraloup (almeno durante la Festa della Liberazione del 25 aprile scorso), lungo i sentieri della Memoria delle Alpi, di non ritrovarsi tra i piedi le moto da cross?

Il 17 dicembre dello scorso anno il sig. Enzo (coordinatore dell’intervento di controllo e repressione dei comportamenti scorretti dei guidatori di motoslitta a Pian Munè) aveva commentato il post “Una sanzione che fa notizia” chiedendo informazioni su quanto assistito il 24 novembre 2012 proprio a Paraloup. Qui ci troviamo 5 mesi dopo, precisamente nella festività del 25 aprile scorso, durante l’uscita programmata dal CAI Uget Torino a Paraloup e Monte Tamone. Leggi il resto dell’articolo

Il Vallone di Trione

La parte alta del Vallone di Trione

A destra la parte alta del Vallone di Trione

Sono molto onorato e anche molto felice di poter ospitare qui Ariela Robetto che voglio ringraziare sentitamente per avermi trasmesso un suo scritto sul vallone di Trione, quello che il Comune di Chialamberto la scorsa estate ha voluto sbarazzarsene vendendolo al miglior offerente (per 93.000 euro: se vi interessa saperne qualcosa di più, qui il post).

Il Vallone di Trione, situato nel versante all’inverso della Val Grande, è un vero gioiello naturalistico delle Valli di Lanzo, solcato dalla Grande Traversata delle Alpi e dalla Via Alpina, i due principali percorsi  escursionistici che permettono di attraversare le Alpi.

L’aspetto curioso è che per riuscire a piazzare qualche immagine della zona su questo post, sono dovuto andare a spulciare nel mio archivio delle foto stampate (quando feci l’escursione non disponevo ancora della fotocamera digitale): gli scatti li ho fatti il 25 agosto del 2001, esattamente cinque anni dopo la data che trovate riportata qui sotto!

Adesso vi suggerisco di prendervi qualche minuto di tempo per percorrere il vallone di Trione con la vostra immaginazione grazie ai ricchi e succosi spunti culturali -descritti con rara ricchezza di linguaggio- della bravissima Ariela Robetto.

Poi preparate scarponi e zaino. Leggi il resto dell’articolo

A piedi nel bosco

20130413-487Seppur sballottati tra repentine impennate delle temperature, a cui segue un altrettanto impetuoso inabissamento delle medesime, la primavera sta sbocciando ed uno dei primi segnali che avvertiamo in montagna, il più evidente, è quello rappresentato dall’esplosione del prepotente e vivace verde delle foreste che ricoprono i versanti vallivi. Se poi vogliamo seguire qualche traccia di sentiero, ce ne potremo accorgere anche ammirando le magnifiche fioriture. E qui potete trovare qualche post recente, prodotto da anime sensibili, che vi mostrerà degli esempi molto belli.

Di boschi avrei voluto parlarne lo scorso autunno, dopo una straordinaria escursione in Val Grande di Lanzo suggerita dall’amico paologiac. Ma la neve arrivò in fretta e non mi sembrò più consono raccontarvi di boschi autunnali, visto che le foto li ritraevano proprio con quella livrea.

L’idea di questo post mi è venuta soprattutto leggendo un libro molto interessante Camminare nei boschi di Lorenza Russo, uscito nel 2012 ed edito da Hoepli.

Un libro questo che ha saputo subito catturare la mia attenzione e che senza indugi è riuscito ad assorbire la mia anima, proprio come riesce a fare una selva di montagna. Leggi il resto dell’articolo

La Grande Traversata delle Alpi nel 2012

Grazie ad un tweet di Beppeley, ho potuto apprezzare questa indagine svolta lo scorso anno dal Turismo Torino e  Provincia.

La GTA – Grande Traversata delle Alpi – vede luce negli anni Settanta (grazie ad un gruppo di escursionisti appassionati) per promuovere il turismo a piedi in luoghi di montagna meno conosciuti.

Comprende 1.000 km. di percorso,  60.000 metri di dislivello e ben 55 tappe.  Si parte dalle Alpi Liguri (Viozene) per arrivare nelle Alpi Pennine (Molini di Calasca).

L’indagine è stata svolta avvalendosi di questionari qualitativi in tre lingue (Italiano, Tedesco ed Inglese) lasciati nei posti tappa della GTA.

Hanno risposto 200 escursionisti. Leggi il resto dell’articolo

Eh si! La primavera

IMG_0328rA sottolineare il post di Serpillo, aggiungo tre fiori di cui due a me sconosciuti, fotografati durante una lunga escursione sull’appennino a cavallo tra Piemonte e Liguria e precisamente tra le province di Alessandria e di Genova, seguendo il filo di un crinale che segna il confine del Parco delle Capanne di Marcarolo. Chi si aspettasse di trovare una primavera più avanzata della nostra rimarrebbe deluso: le nevicate sempre più abbondanti che da noi ed il clima rigido fanno di queste terre un’enclave decisamente alpina nel territorio e nel clima liguri. A 800m ci sono ancora chiazze di neve ed i boschi sono pieni di bucaneve che nelle nostre valli sono ormai sfioriti da più di tre-quattro settimane!

Boschetti di carpino e di agrifoglio che non ho saputo fotografare hanno riempito gli occhi quando si staccavano dalle fioriture e dal profilo dei crinali ancora addormentati nell’inverno.

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Spaccapietre

giovane donna con il garbin

Provenienza foto: “Lou Bouletìn ëd Sérëss” – Marzo 2013

Presento un’altra testimonianza scritta dalla cara amica Lia, montanara della Val d’Ala, che mi ha gentilmente concesso di pubblicarla qui.

Buona lettura!

Il tempo scorre veloce anche se qualche volta sembra non passi mai: è la nostra vita che rallenta ed è il ciclo naturale di noi tutti. Invecchiando le cose si osservano più intensamente e in modo diverso: si ripensa al passato e a coloro che ci hanno preceduti.

Quando percorro la strada provinciale che da Ceres sale ad Ala di Stura mi soffermo a guardare tutto il paesaggio: la strada asfaltata, bella, comoda, la natura tutto attorno selvaggia, i pendii coperti da ogni sorta di alberi, i rovi, le rocce enormi e le estese pietraie.

Nel 1920 questa strada era poco di più di un largo sentiero sterrato, percorso da calessi trainati da cavalli o da muli e da qualche rarissima vettura. La signora Solero Claudina di Bracchiello mi raccontava spesso di quegli anni. Noi ragazzi, diceva, finita la scuola e durante le vacanze eravamo mandati a fare la ghiaia per ricoprire la strada. Muniti di un sacco di iuta pieno di foglie secche per poterci inginocchiare sopra, spaccavamo tutto il giorno pietre che gli operai staccavano dalla montagna con le mine. Leggi il resto dell’articolo

Ritorno a Paraloup

ritorno a paraloupVi ricordate i post su borgata Paraloup (qui e qui)? Il 5 dicembre scorso uno di essi era anche stato preso in considerazione da Torino e le Alpi, per evidenziare il problema delle moto che scorazzano impunemente sui percorsi fuoristrada (attività vietata in Piemonte).

Giovedì 25 aprile il Cai Uget Torino organizza l’escursione proprio in questo luogo potente ma non perché ci troviamo i mezzi motorizzati a profanare il silenzio della memoria. Potente perché qui, tra questi monti, a cavallo tra la Val Grana e la Valle Stura, ritroviamo la forza, il coraggio, lo slancio immortale di chi ha speso la propria vita per la libertà.

Ritroveremo appiccicati sui versanti di queste vallate quei valori, macchiati col sangue di chi ha lottato per consegnarci un mondo senza tiranni (trovando rifugio proprio nelle montagne), grazie ai quali possiamo ritenerci felici ed orgogliosi di appartenere al genere umano. Leggi il resto dell’articolo

Che ci riserva la primavera?

La natura, dormiente fino a qualche giorno fa, è esplosa di colori, fiori, profumi, insetti, sole..

Temperatura primaverile, oserei dire quasi estiva, che raggiunge e supera i 25 °C.

Tutto è in fermento: via dal grigiore invernale e dalle temperature basse.

E’ finalmente primavera!

Le foto sono state scattate nei meravigliosi boschi di Pugnetto (Valli di Lanzo) durante un aggiornamento  di orientamento e cartografia.

narcisi

narcisi

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Il clima del Piemonte nel Medioevo

Prendendo spunto dal post “Davvero il Medioevo fu così caldo?” scritto da Beppeley, segnalo che, in base a ciò che ho sentito nella conferenza sulla ricostruzione del clima medioevale nel Piemonte, e in base a quello che ho letto nel numero 65-66 di Nimbus (la rivista della Società Meteorologica Italiana – SMI) relativo all’argomento in questione, il lavoro della SMI suggerisce che il clima del Medioevo sia stato appunto ben più freddo di quello che si è pensato fino ad oggi. È vero che si tratterebbe di un periodo più caldo rispetto a quello successivo ovvero rispetto alla cosiddetta Piccola Età Glaciale ma pare che potrebbe essere stato comunque ben più freddo dell’attuale. Nell’analisi vengono messe in dubbio anche alcune “ricostruzioni del clima caldo medievale” dedotte da un lavoro di Umberto Montérin, celebre naturalista originario di Gressoney, nelle quali il clima più caldo potrebbe essere riferito ad un periodo antecedente al Medioevo come la parte dell’Olocene in cui troviamo l’Optimum caldo olocenico dove la temperatura più alta del pianeta dovrebbe, per quello che ne so io, essere imputabile a fenomeni astronomici. In effetti il box a pagina 8 della rivista Nimbus indica che le frasi di Montérin potrebbero essere state fraintese. Così viene riportato nel testo: Leggi il resto dell’articolo

Scenari di primavera

La stagione invernale ha fatto registrare valori di precipitazioni superiori alla media nei settori meridionali, dove occorrerà prestare attenzione alle possibili attivazioni di fenomeni valanghivi e di frane. Per il trimestre aprile-maggio-giugno le previsioni meteorologiche stagionali non rilevano segnali significativi di anomalie rispetto alla media climatologica, solo nel mese di aprile è previsto sul Piemonte un segnale più marcato di anomalia positiva di precipitazione.

Precip. nevoseDall’Arpa Piemonte un documento interessante sui probabili scenari meteorologici, idrologici e geomorfologici per il territorio piemontese nella primavera 2013.

Per approfondire l’argomento:

“Valutazione dei possibili scenari meteorologici, idrologici e geomorfologici per il territorio piemontese nella primavera 2013”.

Alle spalle del domani

“Una sola specie umana abita adesso questo pianeta, ma gran parte della storia ominide è stata caratterizzata dalla molteplicità, non dall’unità. La stato attuale dell’umanità come un’unica specie, massimamente diffusa sull’intero pianeta, è decisamente insolito”

-Stephen J. Gould, 1998-

verso l'orizzonteEvidenzio la terza edizione della Biennale della Democrazia (10-14 Aprile a Torino) con Utopico. Possibile?

Tante risposte alle nostre domande tramite seminari, momenti di riflessione sulle utopie contemporanee, interviste, discussioni, dialoghi con scienziati ed artisti nazionali ed internazionali. Leggi il resto dell’articolo

Un paesaggio dell’anima

Ricovero Eugenio Ferreri

Il rifugio Eugenio Ferreri (2207 m)

Forse vi ricorderete dei post “Il rifugio Eugenio Ferreri” e “Un ricovero per sogni romantici?“. Era solo lo scorso settembre e adesso sono molto felice di poter pubblicare la locandina con il programma del “Progetto Ferreri-Rivero” che si terrà sabato 13 aprile presso la stupenda Sala degli Stemmi del Centro incontri del Monte dei Cappuccini.

Un ambiente così seducente, come quello rappresentato dal ramo nord della parete terminale del Vallone delle Gura, ubicato nella testata della Val Grande di Lanzo, merita di ritrovare uno dei più antichi rifugi del CAI. Nelle Valli di Lanzo fu il secondo ricovero costruito dopo quello eretto nel 1880 al Crot del Ciaussinè (dove ora troviamo il rifugio Gastaldi).

Qui la locandina con il programma.

Per me è davvero un sogno perché sento che un luogo alpino meraviglioso torna in vita per alimentare visioni.

La Sacra (a) Pasqua

05Dato che la Pasquetta si preannuncia umida e fredda, decidiamo di dedicare la giornata di Pasqua, alla passeggiata “fuori porta”. La neve, caduta nuovamente nei giorni scorsi, è ancora bassa, niente di meglio allora che rispolverare quelle passeggiate a bassa quota nei dintorni della città, di solito trascurate per privilegiare le classiche mete in mezzo ai monti.

La Sacra di San Michele, arroccata come un nido d’aquila in cima al Monte Pirchiriano, ci affascina e stuzzica la nostra fantasia ogni volta che transitiamo ai suoi piedi per entrare in Val di Susa, immediatamente le immagini de Il Nome della Rosa tornano in mente riportandoci con la fantasia al Medio Evo. Per cogliere meglio il suo significato ed immergersi nell’atmosfera, decidiamo allora di salire a questo straordinario monumento del nostro passato, utilizzando una delle mulattiere che per secoli abitanti della valle e pellegrini hanno usato per raggiungerla, quella che sale da Sant’Ambrogio. Per completare poi in modo degno questo “pellegrinaggio” e per avere una visione più ampia delle caratteristiche di questa singolare montagna, scegliamo di scendere per l’altra mulattiera che porta a Chiusa San Michele. Leggi il resto dell’articolo