Il selvatico fuori e dentro di noi

«Che cosa posso imparare da un salmone?», chiedeva un esploratore bianco ad un indiano Kwakiul. In quella domanda c’era tutta l’arroganza che scaturisce da una presunzione irrecuperabile nei confronti di una conoscenza antica, atavicamente adagiata in ognuno di noi. Il bozzolo dell’educazione, della cultura metropolitana, del pratico «tutto subito» hanno distrutto la nostra capacità di sentire la terra e il suo canto, il silenzio delle pietre, il disperato urlo della valanga, il tenue sibilo delle piante.

Nell’ermetica chiusura della nostra cultura, che ci offre luoghi deputati per ogni cosa, che ci ha imposto lo stupore della neve, il fastidio del vento, l’esaltazione per un volo migratorio d’anatre, noi sentiamo impellente la necessità di ritrovare il sentimento della terra. Abbiamo bisogno di riscoprire l’«originalità interiore», con i suoi segni elementari, con la sua matrice selvatica. La vita sintetica, spesso programmata, sembra non offrire vie di fuga, e anche i probabili itinerari più spontanei e umani, pare siano lontani, ricchi d’avversità, difficili da trovare. Ma è in quel «trovare» la chiave del nostro vivere: è necessario ritornare sui nostri passi e cercare il selvaggio che, alla fine, ci salverà la vita. 

In una cultura in cui posare il piede nudo sulla terra o abbracciare un albero sono considerate azioni bizzarre, o quanto meno irrazionali, è indispensabile ritrovare l’osmosi che sorge irrefrenabile dalla nostra “selvatichezza”.

Abbattere le istanze virtualizzanti della presunzione prometeica è fondamentale per non asfissiare tra i gas prodotti dai nostri ritmi, mostruosamente ritualizzati da una Cultura ormai sorda ai richiami della Natura. Ritrovare il selvaggio è insegnare ai nostri figli ad amare i boschi, lasciandoli correre sulle tracce di faine e volpi, allevarli seguendo le stagioni o le lunazioni e narrargli i tempi dei miti… È seguire le metamorfosi cromatiche degli alberi d’autunno e trarre vibrazioni estetiche. Frammenti poetici del mistero della natura. L’Uomo Selvaggio ci consente di entrare nell’universo del mito, concedendoci l’opportunità per penetrare in uno spazio in cui possiamo trovare gli echi di una tradizione antica e gli spunti per approfondimenti antropologici di grande interesse.

Il nostro viaggio ci permetterà di conoscere numerosi aspetti di una figura delle tradizioni alpine in cui mito, storia e un pizzico di poesia si amalgamano indissolubilmente.

Massimo Centini

L’Uomo Selvaggio, antropologia di un mito della montagna

Avete voglia di continuare il viaggio ?

Il video «L’arte di arrampicare», con cui Paolo Caruso insegna il suo metodo per scalare le montagne, inizia così:

Attraverso il facile compi il difficile.

Attraverso il piccolo compi il grande.

Infatti le cose più difficili del mondo cominciano dal facile.

Le cose più grandi del mondo cominciano dal piccolo.

Per questo il saggio non si occupa delle cose divenute grandi.

E’ cosi che realizza cose grandi.

Laozi

Quale può essere una cosa piccola?

Forse semplicemente mettersi in cammino con umiltà  e andare alla ricerca di quel confine perduto che separa il mondo domestico da quello selvatico. Perché i confini nel nostro mondo hanno una missione fondamentale. Quella di invitarci a varcarli.

Forse rinvenire il selvatico lungo un rio di montagna? Oppure dentro una valle sospesa? O nello sguardo di uno stambecco?

Se volete andare alla ricerca di quella sottile linea che separa la Cultura dalla Natura allora provate a rintracciare un libretto, un fantastico punto di partenza, quello su cui dieci bravissimi autori si sono cimentati, affinché una porta possa essere aperta. Una porta che è dentro di noi e che ci attende.

«In poche parole…parco»

Per leggere la prefazione del libro, scritta da Enrico Camanni, cliccate sull’immagine della copertina.

«Guai a chi non ha una visione, un desiderio di bellezza, che gli tiene compagnia nelle ore grigie della vita.

Questo parco è nato per la visione di un re, tanto tempo fa, che ne voleva fare una riserva di caccia solo per se stesso. Forse era solo egoismo, ma io sono sicuro che questa natura lo aveva comunque colpito e convinto a preservarla, fosse solo per suo esclusivo interesse. Chi è venuto dopo ha raccolto il testimone, e il parco è cresciuto grazie alle visioni di uomini e donne che hanno letto in esso la bellezza della natura».

Gianpaolo Castellano nel racconto «Il segreto del nonno» presente nell’antologia (Neos Edizioni).

Un parco è lì ad attendervi.

Tocca a voi varcare la soglia.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

3 Responses to Il selvatico fuori e dentro di noi

  1. terracqua says:

    Bellissimo!! denso di significato….

    ” Attraverso il facile compi il difficile.

    Attraverso il piccolo compi il grande.

    Infatti le cose più difficili del mondo cominciano dal facile.

    Le cose più grandi del mondo cominciano dal piccolo.

    Per questo il saggio non si occupa delle cose divenute grandi.

    E’ cosi che realizza cose grandi.

    Laozi “

    Mi piace

    • Beppeley says:

      Grazie tante !

      Soprattutto grazie a Paolo Caruso, alla sua intelligenza… Il suo ibro “L’arte di arrampicare”, a cui ha fatto seguire il video, è davvero straordinario…

      Mi piace

  2. ventefioca says:

    Caruso, Centini e Lao Tsu: decisamente una triade insolita e intrigante. Oltre al bisogno di maggiore selvaticità, io aggiungerei anche “leggerezza” e “fisicità”: due elementi in apparenza contradditori, ma che si tengono per mano – e qui si ritorna a Lao Tzu, e Caruso, e Centini…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: